Pensare prima di clickare…

Post Responsibly: Avoid Falling Victim to Social Media Regret

Post Responsibly: Avoid Falling Victim to Social Media Regret

A me i social piacciono e li considero uno strumento positivo, se usato bene. Il problema che vedo quando scorro le mie timeline (che sia twitter, facebook o altro fa poca differenza) è la leggerezza con cui a volte si postano foto, video o commenti.

Secondo uno studio di Findlaw (ripreso da U.S.News University Directory, da cui ho “ereditato” la foto qua sopra – efficace) il 29% (quasi un terzo) degli utenti tra i 18 e 34 anni hanno postato qualcosa sui social network di cui poi si sono pentiti e il 21% dice di aver rimosso un contenuto che aveva condiviso per paura che potesse avere effetti negativi sulla propria vita lavorativa.

Secondo me il punto centrale della questione non è tanto il 29% di persone si son pentite (che comunque ben vengano) e nemmeno quelle che non si son pentite, ma tutte quelle che non si sono rese conto di aver postato qualcosa di cui un domani si pentiranno. E credetemi, sono tante.

Quello dell’attenzione ai contenuti che pubblichiamo è un tema che dovrebbe essere centrale nell’educazione dei ragazzi. Dovrebbe essere centrale sia nelle famiglie che nella scuola, anche se è evidente come spesso manchino le competenze per fare un buon lavoro in questo senso. Ecco, se avessi un budget da investire nell’istruzione probabilmente lo stanzierei per far acquisire a genitori e insegnanti queste competenze.

Data la triste situazione in cui versa il nostro paese dubito che ci saranno interventi di questo tipo, ma se uno ha tempo e voglia di documentarsi, in rete si trovano numerosi articoli che trattano l’argomento e lasciando da parte le implicazioni legali, i consigli “di buon senso” di Findlaw sono già una buona base di partenza

  • pensare prima di postare (e, aggiungo io, possibilmente pensare a lungo termine, perché di qualcosa che posto oggi potrei pentirmi domani, quando forse sarà troppo tardi)
  • impostare la privacy secondo le nostre necessità (e ricontrollare di tanto in tanto perché ci sono un sacco di modi in cui le impostazioni possono cambiare anche inavvertitamente)
  • stare attenti a divulgare le informazioni personali.

La conclusione di questa riflessione è scontata: ai ben noti “pensare prima di agire” e “pensare prima di parlare” è venuto il momento di affiancare “pensare prima di clickare“.

 

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